LE OPERE ARTISTICHE

Le porte

Le due porte laterali con i loro bassorilievi rappresentano le parti più antiche della chiesa. Le opere scolpite sono di autore sconosciuto, probabilmente opera di “marmorari” che lavoravano direttamente la pietra. Il bassorilievo sulla porta sinistra rappresenta un asinello in mezzo a una palma e a una pianta di limoni. Sullo sfondo dietro l’asinello è raffigurata una croce vescovile. Il bassorilievo sulla porta destra rappresenta una Vergine con Bambino in mezzo ai vescovi San Siro e San Romolo di Genova. Per la presenza di una pianta di cappero la porta fu chiamata anche “Porta del cappero”, e l’abbondante fioritura di questa era segno di un’annata fortunata. Quando nel 1987 si dovette rimuovere la pianta poiché creava danni alla stabilità della porta si poté valutare l’età di quest’ultima in circa trecento anni.

Le opere d’arte di Anton Maria Maragliano

Nella concattedrale di san Siro è presente presso l’altar maggiore un pregevole crocifisso e una statua della Madonna del Rosario opera di Anton Maria Maragliano, che nel testo “Cenni intorno a varie opere d’arte” del 1867 viene descritto come “un crocifisso, grande al naturale, scolpito dal già nominato Maraggiano: perfette ne sono le membra, i suoi sguardi sono fissi al cielo, e nel volto scorgesi agevolmente la divinità, l’amore, la mansuetudine di Gesù, e quell’altissimo patimento che i flagelli, le spine ed i chiodi in Lui cagionarono” e prosegue “dello stesso scultore una Madonna del Rosario nobilmente vestita, e seduta maestosamente sopra una nuvola. Le sue bellezze sono quelle d’una verginella modesta, bellissima, amabilissima, ed insieme esprimono i teneri affetti di una madre divina. Essa protende con molta grazia il destro braccio, e col sinistro sostiene diritto sul ginocchio il Bambino, che tutto festoso e ridente porge ad un leggiadro Angioletto un grappolo d’uva.”


La statua della Madonna recentemente riportata alla sua antica bellezza dalla restauratrice Raffaella Devalle

Il crocefisso nero

Il crocefisso nero è opera di un autore sconosciuto, probabilmente del XV secolo. Ad esso è collegato un evento considerato miracoloso. Il 7 agosto 1543, giunse a Sanremo la notizia di una prossima incursione saracena. Nel corso di una messa propiziatoria svoltasi poco prima della battaglia, il Cristo, irradiandosi di luce, si volse sorridente verso il podestà Luca Spinola con espressione benigna. Più tardi, la milizia cittadina, guidata dallo stesso Spinola, scontratasi contro i saraceni presso Verezzo ottenne la vittoria (Battaglia della Parà). Secondo alcune fonti lo stesso crocefisso fu portato in battaglia come vessillo.

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